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Il Liberismo Ha I Giorni Contati

Baustelle
Version1
90

Chords in this song

Strum
D-DU-UDU
E’  difficile resistere al Mercato,  amore mio,
 di conseguenza andiamo  in cerca di
 rivoluzioni e vena  artistica.
 Per questo le avanguardie  erano ok
 almeno fino al  ’66.
 Ma ormai  la fine va da sé,
 è inevitabile.
Anna  pensa di soccombere al Mercato,
 non lo sa perché si è  laureata,
 anni fa credeva nella lotta,
 adesso sta paralizzata in strada,
 finge di essere morta
 e scrive  con lo spray
 sui muri  che la catastrofe
 è inevitabile.
 Vede la Fine
 in metropolitana,
 nella puttana
 che le si siede a fianco,
 nel tizio stanco,
 nella sua borsa di Dior.
 Legge la Fine
 nei saccchi dei cinesi,
 nei giorni spesi
 al centro commerciale,
 nel sesso orale,
 nel suo non eccitarla più.
Vede  la Fine in me che vendo
dischi  in questo modo orrendo,
 vede  i titoli di coda nella  Casa e nella Libertà.
E'  difficile resistere al Mercato,  Anna lo sa,
 un tempo aveva un sogno  stupido:
 un nucleo armato terroristico.
 Adesso è un corpo  fragile che sa
 d’essere morto e sogna  l’Africa.
 Strafatta  compone poesie  sulla  Catastrofe.
Vede  la Fine
 in metropolitana,
 nella puttana
 che le si siede a fianco
 nel tizio stanco
 nella sua borsa di Dior.
 Muore il Mercato
 per autoconsunzione,
 non è peccato
 e non è Marx & Engels,
 è l’estinzione,
 è un ragazzino in  agonia.
Vede  la Fine in me che spendo
 soldi  e tempo in un Nintendo,
 dentro  il bar della stazione
e  da anni non la chiamo più

Source: Songsterr · Rights holder? Request removal.

Readable chord sheet for Il Liberismo Ha I Giorni Contati by Baustelle

[C]E’ difficile resistere al Mer[Bm]cato, amore mio,
di conseguenza andia[C]mo in cerca di
rivoluzioni e v[G]ena artistica.
Per questo le avang[D]uardie erano ok
almeno fino [C]al ’66[G].
Ma o[C]rmai[G] la fine va da s[C]&ea[G]cute;,
è inev[D]itabile.

[C]Anna pensa di soccombere al Mer[Bm]cato,
non lo sa perché si [C]è laureata,
anni fa credeva nella l[G]otta,
adesso sta paralizzata in str[D]ada,

finge di essere morta
e scr[C]ive con lo sp[G]ray
sui m[C]uri[G] che la catastrof[C]e  [G]
è ine[D]vitabile.

Vede la Fi[G]ne

in metropolitana,

nella puttana

che le si siede a fianco,
nel tizio st[D]anco,
nella sua borsa di D[G]ior.

Legge la Fine

nei saccchi dei cinesi,

nei giorni spesi

al centro commerciale,
nel sesso or[D]ale,
nel suo non eccitarla pi&[G]ugrave;.

[C]Vede la Fine in me che vendo
[G]dischi in questo modo orrendo,
v[C]ede i titoli di coda n[G]ella Casa e nella Libert[D]à.

[C]E' difficile resistere al Mer[Bm]cato, Anna lo sa,
un tempo aveva un s[C]ogno stupido:
un nucleo armato t[G]erroristico.
Adesso è un c[D]orpo fragile che sa
d’essere morto e so[G]gna l’Africa[C].
Straf[G]atta[C] compone poesi[G]e s[C]ulla Cat[G]astrofe.[D]

[G]Vede la Fine

in metropolitana,

nella puttana

che le si siede a fianco
nel tizio st[D]anco
nella sua borsa di D[G]ior.

Muore il Mercato

per autoconsunzione,

non è peccato

e non è Marx & Engels,
è l’[D]estinzione,
è un ragazzino i[G]n agonia.

[C]Vede la Fine in me che spendo
s[G]oldi e tempo in un Nintendo,
d[C]entro il bar della stazione
[G]e da anni non la chiamo pi[D]ù

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